RECENSIONI IN BREVE

 

HARD BLUES DEPARTMENT

SHADOWQUEEN "Living Madness"

Per questo secondo album, gli Shadowqueen cambiano leggermente la formula del loro hard rock: vocals e scansioni ritmiche decisamente moderne ma un riffing che guarda spesso e volentieri agli anni ’70, con frequenti sconfinamenti nello stoner. In definitiva, una convincente miscela di classico e moderno, sempre abbastanza ruvida, su cui regna la sempre bellissima voce di Robbi Zanna: consigliato.

INDICE

Autoproduzione - 2017

 

HARD BLUES DEPARTMENT

GARY JEFFRIES "I Ain't Done Yet"

Il southern rock di Gary Jeffries (chitarrista con un passato in Alligator Stew, The Regulators, Asphalt Ballet) è modellato sui più classici standard del genere: Skynyrd, Allmann, Outlaws, mentre Georgia Satellites e Delta Rebels sembrano offrire il modello per le parti vocali sempre un po’ sopra le righe di Gary. L’originalità, insomma, non abita da queste parti, e anche se qualche canzone risulta troppo lunga o decisamente superflua, ogni scusa per fare una puntata verso il Sud del rock è bene accetta, almeno a me.

INDICE

Gator Jaws Records - 2017

 

HARD BLUES DEPARTMENT

KING KING "Exile & Grace"

Exile & Grace’ è il quarto album di studio di questa ottima band britannica e nonostante sia un eccellente prodotto discografico, mi pare un po’ meno efficace del penultimo ‘Reaching For The Light’. Il loro hard rock ha sempre i Bad Company come fondamentale punto di riferimento, ma in ‘Exile…’ sento una presenza maggiore dell’organo Hammond che in passato e qualche strizzata d’occhio ai Thunder di troppo. Bella la digressione funky e decisamente Free di “Heed The Warning” e sempre apprezzabili le loro interpretazioni del sound della band di Paul Rodgers, in tutte le sue declinazioni, eppure il livello generale mi sembra non raggiunga quello di ‘Reaching For The Light’: non ci sono filler (in ‘Reaching…’ ce n’erano un paio) ma neppure picchi strepitosi nel songwriting (che in ‘Reaching…’ abbondavano). Per chi ama il rock fascinoso dei Bad Company, i King King restano comunque una priorità.

INDICE

Manhaton Records - 2017

 

HARD BLUES DEPARTMENT

JARED JAMES NICHOLS "Black Magic"

Un autentico masterpiece di classico hard rock questo nuovo album del fenomeno della chitarra blues Jared James Nichols. Lavoro compatto, potente, policromo (le timbriche della chitarra di Jared cambiano sempre da una canzone all’altra), esalta a partire da  “The Gun”, una vera lezione su come tramutare uno slow blues in un anthem da stadio. Da un funk nerissimo (“Honey Forgive Me”) agli omaggi ai grandi (“Run” ripropone i Bad Company in chiave più ruvida, “Keep Your Light on Mama” segue le orme della “Black Dog” zeppeliniana) fino a quella festa della chitarra slide risolta in chiave southern intitolata “Home”, ‘Black Magic’ stupisce e ammalia come pochi altri lavori in ambito classic rock dell’anno appena concluso.

INDICE

Listable Records- 2017

 

HARD BLUES DEPARTMENT

RICK SPRINGFIELD "The Snake King"

Troppo lunga e articolata la carriera di Rick Springfield tra musica e cinema per pensare di ricapitolarla in poche righe, ricordiamo solo che dopo un lunghissimo black out, Rick ha ripreso a pubblicare musica nel nuovo millennio e ad appena un anno dall’ottimo ‘Rocket Science’ torna (sempre per la Frontiers) con questo ‘The Snake King’ che lo vede abbordare imprevedibilmente il blues ed il southern rock in più di un frangente. Il songwriting è sempre di grande qualità e caratterizzato in particolare negli episodi più marcatamente southern: “Little Demon” spalma i Bad Company all’arena rock su un riff zeppeliniano, la title track risulta potente ma ariosa nel suo impasto elettrico/acustico, “The Voodoo House” guarda ai Lynyrd Skynyrd con tanta slide e una grande melodia. Ma mi preme sottolineare che in quest’album sono centrali i testi, provocatori, beffardi, spietati e decisamente lontani dal politically correct, e bastano due titoli per renderne la durezza: “Jesus Was an Atheist” e “God Don’t Care”. In un modo o in un altro, Rick Springfield non smette mai di stupirci.

INDICE

Frontiers - 2018

 

HARD BLUES DEPARTMENT

TYLER MORRIS BAND "Next In Line"

Ha solo 19 anni ma è già al terzo album e suona con la sicurezza scafata di un vecchio bluesman. Questo nuovo lavoro è stato prodotto da Paul Nelson e conferma Tyler Morris come uno dei più interessanti personaggi della scena blues rock più tradizionale: l’ascolto rivela una devozione ardente verso Jimi Hendrix ma anche una notevole varietà del songwriting in cui si segnalano un paio di non imprevedibili sconfinamenti nel funk più nero. Quello che stupisce è però l’autorevolezza che Tyler dimostra nella fase solista, così ricca di inventiva e sfumature: sentiremo ancora parlare di lui.

INDICE

Vizztone - 2018

 

HARD BLUES DEPARTMENT

NEAL BLACK "Before Daylight"

Come nel caso di Mick McConnel, anche per descrivere il blues del texano Neal Black posso tracciare un parallelo con Chris Rea. Ma se la musica di Mick McConnel è cromata e solare, quella di Neal Black è più spesso notturna, stregata, inquietante. Lui canta come un Chris Rea diventato rauco e sabbioso, esprime un solismo non incendiario ma sempre vario ed accattivante e riesce a mettere in chiaroscuro perfino un brano portato a tempo di boogie come “Mama’s Baby”, eccellendo nel voodoo blues “Jesus & Johnny Walker” e nella cupezza tra il southern e la danza di guerra pellerossa di “The Peace Of Darkness”.

INDICE

Dixie Frog - 2014